| 01 Aprile 2009 |
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This item is not available in english IL GIRO DEL MONDO A VELA Onitron alla prova di Capo Horn
SASSARI – Carena sporca
e depressioni rabbiose, Capo Horn si allontana. Onitron Autoprestige è stata
costretta a scendere più a sud (è sui 50 gradi con temperature di 10/12 gradi)
e a scadere indietro di tre giorni di navigazione: la lunga rotta attorno al
mondo di Piero e Vittorio Fresi si fa più difficile. E la punta meridionale
della Terra del Fuoco sarà raggiungibile solo all'inizio dell'autunno australe.
Mentre
sono in arrivo 40 nodi (al traverso) per le prossime ore. Loro commentano
stoicamente: «Ci sarà da ballare».
Ma
se ai nostri navigatori non manca il coraggio, cominciano invece a scarseggiare
le provviste: verdura, formaggio e salumi – ma quello che gli duole di più è il
cioccolato – sono un ricordo. E poiché la prudenza dice che bisogna avere buone
scorte, padre e figlio hanno cominciato a pensare a una sosta tecnica in Sud
America, una sosta di rifornimento al volo che non toglie nulla al loro giro
del mondo senza scalo sulla rotta dei clipper iniziato quasi sette mesi fa, su
una barca di poco più di 10 metri. Inizialmente si era pensato a un elicottero
(o una barca) a Capo Horn che sarebbe andato incontro a Onitron, ma l'avanzare
della stagione cattiva non da la certezza di riuscire a fare rifornimento. Si
tratta infatti di trasbordare centinaia di chili di cibarie: il mare deve
essere necessariamente calmo.
«Nei
giorni scorsi – raccontano Piero e Vittorio – per almeno una giornata intera
abbiamo valutato l'ipotesi di fare una sosta in Cile a Puerto Montt. Dopo aver
studiato bene la situazione, considerando tutti gli elementi del caso e dopo
esserci fatti un bell'esame di coscienza, abbiamo deciso di continuare,
scapolare il Sud America e fare rifornimento dei viveri molto probabilmente nel
Sud del Brasile. Li abbiamo un amico che ci può fare assistenza... senza
effettuare una vera sosta... vogliamo mantenere il nostro impegno di compiere
la circumnavigazione senza scalo. Faremo quindi un rifornimento, tramite una
barca, senza entrare in porto o al più entrando nell'avamporto, diciamo così al
volo! E poi via verso casa».
L'altro
problema è la carena sporca: lunghi peduncoli marroncini e gommosi rallentano
Onitron. Si tratta di animali che si sono attaccati alla barca, probabilmente
nelle acque equatoriali. Corrispondono esattamente ai vermi che Ambrogio Fogar
segnalò sull'opera viva del Surprise durante il suo giro del mondo. Piero e
Vittorio li combattono da un paio di mesi: prima un bagno al largo
dell'Australia, poi grandi lavori di raschietto attaccato a un lungo bastone
appena il mare lo permette. Ma così riescono a pulire la linea di
galleggiamento o poco più, a seconda del bordo.
Superato
Capo Horn bisognerà affrontare anche questo problema, perchè ci sono da
attraversare di nuovo le calme equatoriali e la carena sporca rende il
procedere della barca lento e faticoso soprattutto con venti leggeri.
Sandro
Macciotta |
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