| 04 Marzo 2009 |
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IL
GIRO DEL MONDO A VELA
Onitron viaggia spedita a sud della Nuova
Zelanda
SASSARI –
Onitron-Autoprestige ha sorpassato ieri Snares Island, un piccolo arcipelago a
sud della Nuova Zelanda. L'imbarcazione di Piero e Vittorio Fresi fa ora rotta
verso Capo Horn, la punta meridionale del Sud America, l'ultima boa del giro
del mondo senza scalo sulla rotta dei clipper iniziato a Porto Torres ai primi
di settembre. Da giorni l'oceano Pacifico fa onore al suo nome: vento moderato
e un'alta pressione stabile che continuerà per altre 48 ore. E sulla scia di
Onitron planano gli albatros e le procellarie
mentre i due naviganti hanno avvistato le prime orche e le prime foche.
L'estate australe è al culmine e i nostri
navigatori, anche se stanno lentamente scendendo verso sud, hanno temperature
medie di 14 gradi. Entro una settimana raggiungeranno la linea del cambiamento
di data (ora sono 11 ore davanti a noi) passando dall'emisfero est a quello
ovest. Di fronte hanno il tratto più deserto del Pacifico e se già ora navigano
a 48 gradi di latitudine sud, presto dovranno entrare nei 50 urlanti per
toccare i 55° quando dovranno superare l'Horn dove contano di arrivare alla
fine di aprile, cioè all'inizio dell'autunno australe. Piero e Vittorio Fresi
tra un paio di giorni festeggeranno i primi sei mesi in mare e stanno per
conquistare il record italiano per la più lunga navigazione senza scalo. Uno
dei tanti primati di questa eccezionale impresa nautica con una attempata barca
da crociera di ferro, lunga meno di 11 metri.
Nei giorni scorsi Onitron è stata per due
volte sorvolata da un aereo, presumibilmente della guardia costiera
neozelandese. Per i nostri navigatori è stato il primo contatto dopo mesi di
solitudine e il giallo di Austral, la
barca vuota avvistata alla deriva a sud dell'Australia. Piero e Vittorio sono
sempre molto motivati, ammettono di aver accumulato un discreto ritardo sul
programma ma hanno “promesso” che faranno di tutto per mettere Onitron alla
frusta. Un'ultima curiosità: siccome hanno sempre navigato verso est, quando
alle Canarie incroceranno la rotta dell'andata, avranno guadagnato un giorno
sul loro calendario. Insomma, vivranno due volte un giorno da leoni.
Sandro Macciotta
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