| 22 ottobre 2008 |
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This item is not available in english I FRESI SUPERANO L'EQUATORE
In rotta verso il Sud Africa che dista 2400 miglia SASSARI – Le rotte del mare son infinite, ma quelle disegnate dal vento sono molte meno. E così ieri alle 8 del mattino Onitron-Autoprestige, la tranquilla barca di Piero e Vittorio Fresi, impegnata nel giro del mondo come gli antichi clipper, ha tagliato l'equatore a circa 600 miglia dal Brasile in cerca dell'aliseo che la spingerà verso il Sud Africa mentre la flotta delle barche da regata impegnate nella Volvo Race, sulla stessa rotta, lo superava 300 miglia più a ovest. Tutti alle prese con poco vento: Onitron quasi fermo, i grandi Racer Volvo a 5 nodi, loro che sono capaci di superare i 30. <<Gli ultimi giorni – racconta <Piero Fresi raggiunto col telefono satellitare – sono stati penosi: molto caldo, improvvisi temporali con groppi di vento paurosi e un mare incrociato. Di colpo il cielo si copre, dai nuvoloni scendono cascate d'acqua e bisogna correre a tirare giù le vele. ネ uno snervante metti e togli le cerate mentre in cabina ci sono più di trenta gradi>>. <<La barca è a posto – aggiunge Fresi – ma purtroppo è lenta e molto carica perchè abbiamo scorte per 8 mesi di navigazione. Sino a ora nessuna avaria. L'altro giorno si è rotto il testabugna (la cimetta che permette di testare la base della randa n.d.c.) ma l'abbiamo aggiustata in quattro e quattr'otto. Il timone a vento è perfetto. L'unico problema è che siamo lenti e in ritardo di una settimana sulla tabella di marcia>>.
<<Sono due settimane che non vediamo navi. Da poco siamo stati circondati da centinaia di delfini che hanno giocato a lungo nella nostra scia. Di balene neanche l'ombra. La scorsa settimana abbiamo avuto un clandestino: un piccolo gheppio che si è posato in coperta ai piedi dell'albero e si è riposato per 24 ore prima di spiccare il volo. Abbiamo provato a dargli un pezzo di salsiccia, ma non l'ha degnato neppure di uno sguardo>>.
<<E' uno dei traguardi del nostro giro del mondo. Ci siamo arrivati in 45 giorni senza spostarci troppo a ovest. Ora si fa rotta verso sud est. A 2400 miglia c'è il capo di Buona Speranza, la porta dell'oceano indiano>>.
<<Certamente, spumante come vuole la tradizione. E un bicchiere al mare...>>.
<<Sale e scende a seconda del vento. Ma siamo ottimisti. Antonio (l'altro figlio che li segue da casa e fa il router meteorologico n.d.c.) prevede che presto toccherà e 15 nodi. Speriamo che non piova>>. Per Onitron c'è ora da superare la parte meridionale delle calme equatoriali (i francesi lo chiamavano il pozzo nero) prima di trovare l'aliseo da ovest. Attorno al 15 novembre contano di superare il Sud Africa. Poi rotta decisa a ovest verso l'Australia e il grande sud. Sandro Macciotta |
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