27 Febbraio 2009 E-mail

SPORT – Vela. Piero e Vittorio Fresi, padre e figlio da cinque mesi e mezzo a caccia dell'impresa più bella.

LA CORSA SOLITARIA DI ONITRON ORA E' PRONTA AL TERZO OCEANO

A seimila miglia da Capo Horn, ad un passo dal Pacifico: i navigatori sassaresi continuano a inseguire il loro grande sogno.

C'è un posticino stretto da cui due uomini, piccoli se paragonati a ciò che li circonda, stanno affrontando un viaggio. Il più lungo della loro vita. Il posto più stretto è la cabina di una barca a vela, undici metri, ma quelli vitali molto meno. Stanno là Piero e Vittorio. In mezzo a tutti i mari, presi da ogni vento e di volta in volta si attrezzano per adattarsi alla meteorologia, mentre quella fa semplicemente il suo corso, senza cura rispetto a chi la legge, la prevede, la subisce. Viaggio intorno al mondo, senza scalo. Centosessantanove giorni e quattro ore al momento di mettere giù queste righe: è il tempo che separa papà e figlio Fresi dal molo di Porto Torres, salutato l'ultima volta il 7 settembre dell'anno scorso. Capo Verde, ultima terra intravista (il 22 ottobre), è un ricordo lontano. Da allora, sotto la carena dell'Onitron I-Autoprestige è scorso tutto l'Oceano Atlantico e l'Indiano. Già lontanissimi dalle coste della Tasmania, si stanno aprendo le porte del Pacifico e Capo Horn è un pensiero minuscolo, lontano ancora circa 6mila miglia, che solo la letteratura di ogni tempo, mitica, spaventosa, può anticipare all'esperienza diretta. Una bottiglia di spumante attende in cambusa per festeggiare il passaggio del capo più difficile, a fine aprile. Sono a metà dell'opera padre e figlio. Fin qui oltre 13mila miglia percorse e altrettante da navigarne prima di dire casa. Per ora casa è l'interno dello sploop; più dentro che fuori, perché il vento non si placa facilmente, e dai 30 nodi in poi diventa rischioso restare in pozzetto. In certe occasioni il vento ha spirato sui 45 nodi anche per 30 ore filate, con punte massime di 60 nodi (stiamo parlando di circa 120 chilometri orari). Piccoli interventi, qualche regolazione, la cerata sempre pronta per uscire in caso sia necessario, ma poi – lo scrive Vittorio - «una volta che la barca è in assetto deve cavarsela da sola». E non c'è altro.

PERCHE' LORO sono uomini, peraltro coraggiosi, audaci, sognatori, ma poi fuori c'è il vento e nessuna garanzia. Lo sa la coppia di francesi a bordo di Austral a largo delle coste della Tasmania, che il 22 gennaio, probabilmente per il rischio di capovolgimento, ha lanciato il mayday. Venti giorni più tardi lo scafo è apparso sull'orizzonte di Piero e Vittorio assieme a ipotesi di ogni tipo. Speravano di incontrare sorrisi ma hanno potuto soltanto segnalare – con l'aiuto di Antonio, fratello e figlio dei due avventurosi, che da un desk virtuale e casalingo li segue con tutta la cura possibile – la posizione dello scafo alla deriva alle autorità australiane. Mare scorbutico anche per i regatanti solitari della Vendee Globe passati di recente alle stesse latitudini dell'Onitron, con velocità doppie rispetto ai circa 6 nodi di questa. Trenta partecipanti, 18 ritiri e una delle barche si è capovolta a largo di Capo Horn. Verso quelle latitudini stanno puntando ora Piero e Vittorio e la sfida è una delle più forti. Per il resto si scrive, si legge: Vittorio il Don Chisciotte, Piero i portolani. Si trastullano i pensieri ma anima e corpo sempre vigili, perché è così che fanno i marinai.

 

Roberta Pietrasanta

 

Sul Web

10mila contatti al mese – Il 7 settembre 2008 Piero e Vittorio Fresi (63 e 33 anni) sono partiti da Porto Torres per un giro del mondo senza scalo. Navigano a bordo di un Caroff francese di 25 anni e 11 metri di lunghezza attrezzati con 3 gps portatili, uno fisso, il radar, un radiogoniometro, sestante e l'epirb. Attualmente stanno raggiungendo il passaggio verso la Nuova Zelanda, ultima delle terre prima della vastità dell'Oceano Pacifico. Con quasi diecimila visite al mese, amici e appassionati seguono l'avventura dei due skipper sassaresi attraverso i continui aggiornamenti del sito internet apposito www.girodelmondofresi.com gestito da Antonio Fresi.

 
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