| 8 Aprile 2009 |
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Naufraghi in mezzo al Pacifico ma i
soccorsi arriveranno domani
Il
giro del mondo si capovolge al centro dell'oceano Pacifico, Piero e Vittorio
Fresi, padre e figlio, stanno bene. Tanto basta per calmare le ansie e la
preoccupazione di amici e familiari. Ma ci vorrà ancora un giorno prima che i
due naufraghi riescano a mettersi in salvo. La nave cisterna battente bandiera
delle isole Marshall si trovava a mille miglia dall'Onitron quando la centrale
operativa della guardia costiera di Roma è riuscita a contattarla (alle ore 22
di domenica sera) e a segnalare la posizione dei due velisti sassaresi.
Immediatamente la Hellespont Trooper ha cambiato la propria rotta e cominciato
una corsa contro il tempo per mettere in salvo la vita di Piero e Vittorio: non
arriverà prima di domani alle 14 ora italiana che per i naufraghi significa
mezzanotte.
LA ONITRON I Autoprestige si è rovesciata nel
buio della notte australe, quando in Italia era domenica pomeriggio. Un vento a
50 nodi (circa 100 chilometri orari) e onde alte fra i 6 e i 10 metri hanno
piegato l'imbarcazione più probabilmente su un fianco. L'albero maestro si è
spezzato nell'impatto con l'acqua, ma i due velisti sono riusciti raddrizzare la barca, riportandola lungo la
linea di galleggiamento. Nel rovesciamento alcuni cavi che servono a manovrare
la vela principale si sono attorcigliati nell'elica, mettendo definitivamente
fuori uso il motore, mentre si è perso anche il carica batterie eolico: Piero e
Vittorio hanno dunque una riserva di energia limitata che serve loro per
mantenere i contatti con Roma che li contatta ogni quattro ore per mantenere
aggiornate longitudine e latitudine. Domenica sera intorno alle 18:40 Piero e
Vittorio sono riusciti a dare il primo allarme alla famiglia attraverso il
satellitare e immediatamente il may day è stato rilanciato a catena, dalla capitaneria di Porto Torres
al centro nazionale di soccorso marittimo di Roma e da qui alla guardia costiera
di tutta l'area australe fra cui quella neozelandese. I Fresi hanno risposto
alle successive chiamate solo intorno alle due del mattino di lunedì riuscendo
a comunicare la propria posizione: 2200 miglia dalla Nuova Zelanda e 3000
miglia dal Cile. Nel frattempo le condizioni meteo sono leggermente migliorate,
con vento sui 30 nodi da sudovest e onde fra i 4 e i 6 metri. I soccorsi
arriveranno nel cuore della notte il che potrebbe rendere più difficile
l'aggancio fra la nave cilena e la piccola imbarcazione. I familiari sono in
continua comunicazione con la guardia costiera romana. ?L'importante è che
stiano bene – dice la compagna di Vittorio, Laura Zirulia, - Pazienza per tutto
il resto?. Intanto da ieri mattina nell'ufficio della Cormorano Marina a Porto
Torres, il pontile dal quale Piero e Vittorio erano partiti lo scorso 7
settembre arrivano telefonate e visite di amici preoccupati: ?Non appena li
tranquillizziamo con la salute – racconta Antonello Gadau – tutti chiedono
dell'umore dei due. Era rimasto ancora un mese di difficoltà fino a Capo Horn,
poi l'entrata in Atlantico sarebbe stata un ritorno dritto verso casa?.
Il giro del mondo in
un anno erano in mare da 211 giorni
Erano salpati da Porto
Torres il sette settembre scorso
l'Onitron I Autoprestige aveva lasciato il molo di Porto Torres il 7 settembre scorso. La traversata prevedeva anche una tappa per il rifornimento dopo sei mesi, in Australia. I due skipper avevano deciso però di saltare lo scalo considerando di avere viveri, scorte d'acqua e di gasolio sufficienti per compiere l'intero periplo, di nuovo fino alla Sardegna. Al momento dell'incidente i due velisti erano in mare da 211 giorni e stavano tentando di allontanarsi da una depressione di cui erano stati avvisati dalla loro base operativa in Sardegna.
Roberta Pietrasanta |
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