IL BRIVIDO DEL GIRO DEL MONDO A VELA
Fra 4 mesi Piero e Vittorio Fresi affronteranno la rotta dei clipper
SASSARI. Il conto alla rovescia per il giro del mondo a vela di
Piero e Vittorio Fresi è arrivato a meno 4 mesi. I due velisti
sassaresi, padre e figlio, 63 e 34 anni, lavorano senza pausa per
preparare Onitron Iº, lo sloop di dieci metri e mezzo che li
porterà sulla rotta dei clipper.
Da Porto Torres a Capo di Buona Speranza, all'Australia e a capo
Horn per affrontare poi la lunga risalita dell'Atlantico fino a
Gibilterra. Onitron è una barca da crociera di ferro che ha già 25
anni. Con Piero Fresi ha attraversato l'Atlantico, ha doppiato la
boa di Barbados ed è tornata indietro senza scalo, con una
navigazione di 110 giorni. Quasi un gioco rispetto alla
circumnavigazione del globo, non solo perché la rotta stavolta è di
30mila miglia, ma perché la piccola barca costruita nel cantiere
Orsa Maggiore dovrà raggiungere i 40 ruggenti nell'emisfero
australe, per sfruttare gli eterni venti che spirano da ovest,
senza incontrare un lembo di terra. E le perturbazioni australi
creano onde mostruose che si inseguono attorno al globo senza mai
raggiungersi. Il punto critico della navigazione sarà l'Horn,
all'estremo sud del continente americano. I Fresi dovranno
arrivarci in piena estate australe, gennaio-febbraio al più tardi.
Per essere puntuali, nella speranza di evitare burrasche proprio
quando ci si avvicina alla Terra del Fuoco per fare rotta verso
casa, la finestra per la partenza di Onitron resterà aperta da fine
agosto ai primi di settembre. Partire dopo significa arrivare
all'Horn in autunno e rischiare veramente grosso.
-A che punto è la preparazione della barca?
"I lavori strutturali allo scafo sono finiti. I punti corrosi dalla
ruggine sono stati sostituiti e le zone di maggiore sollecitazione
rinforzate. Abbiamo quasi finito il ciclo di verniciatura dopo aver
lisciato lo scafo con stucco epossidico. Spero di guadagnare così
un nodo di velocità. Assieme a Nicolino Ortu dell'azienda
metalmeccanica Co.m.i. di Porto Torres abbiamo fatto un gran bel
lavoro. A lui il grazie più sentito per le tante ore di lavoro e
per il materiale che ci ha messo a disposizione".
-Quando è previsto il varo?
"Il prossimo passo è rivedere l'albero e il sartiame - spiega Fresi
-. Non prima di un mese. Dobbiamo rimontare gli interni e
preoccuparci dell'antivegetativa per la carena".
-E sul fronte degli sponsor?
"Abbiamo raccolto tante promesse e ora aspettiamo che maturino. Il
nostro più grande sostenitore è come sempre la concessionaria Bmw
Autoprestige di Sassari-Olbia. Piero e Massimo Mele sono stati
fondamentali per la rotta sino a Barbados e lo sono anche in questo
giro del mondo".
-C'è spazio per altre sponsorizzazioni?
"Certamente. I nostri ex allievi della scuola di vela Zenit poco
alla volta ci stanno mettendo a disposizione un gruzzoletto. Ma
servono ancora molte attrezzature: un radar, un desalinizzatore, un
sistema di riscaldamento per le latitudini australi. Qualche vela
in più non sarebbe male".
-Il dado è tratto?
"Certo. Non vediamo l'ora di partire. Di lasciarci alle spalle i
problemi della terra. Dopo un paio di giorni di navigazione l'unica
cosa che conta sono il vento e il mare. La terra è pericolosa, non
solo per gli scogli ma anche perché è una sirena
incantatrice".
-E' per questo che volete saltare la tappa in
Australia?
"So quanto è difficile riprendere il mare. E ogni ora persa in
porto significa rischiare di mancare l'appuntamento con capo Horn
in piena estate".
-Ma per le provviste e l'acqua come farete? Il viaggio
durerà quasi un anno...
"Certo, Onitron è piccola. Ma facendo attenzione a quello che si
imbarca e a quello che si consuma possiamo farcela. Il vero
problema è l'acqua, ma con un desalinizzatore tutto è più facile".
http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Il-brivido-del-giro-del-mondo-a-vela/1443565?edizione=EdRegional
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