10 aprile 2008 E-mail

IL BRIVIDO DEL GIRO DEL MONDO A VELA

Fra 4 mesi Piero e Vittorio Fresi affronteranno la rotta dei clipper

SASSARI. Il conto alla rovescia per il giro del mondo a vela di Piero e Vittorio Fresi è arrivato a meno 4 mesi. I due velisti sassaresi, padre e figlio, 63 e 34 anni, lavorano senza pausa per preparare Onitron Iº, lo sloop di dieci metri e mezzo che li porterà sulla rotta dei clipper.
Da Porto Torres a Capo di Buona Speranza, all'Australia e a capo Horn per affrontare poi la lunga risalita dell'Atlantico fino a Gibilterra. Onitron è una barca da crociera di ferro che ha già 25 anni. Con Piero Fresi ha attraversato l'Atlantico, ha doppiato la boa di Barbados ed è tornata indietro senza scalo, con una navigazione di 110 giorni. Quasi un gioco rispetto alla circumnavigazione del globo, non solo perché la rotta stavolta è di 30mila miglia, ma perché la piccola barca costruita nel cantiere Orsa Maggiore dovrà raggiungere i 40 ruggenti nell'emisfero australe, per sfruttare gli eterni venti che spirano da ovest, senza incontrare un lembo di terra. E le perturbazioni australi creano onde mostruose che si inseguono attorno al globo senza mai raggiungersi. Il punto critico della navigazione sarà l'Horn, all'estremo sud del continente americano. I Fresi dovranno arrivarci in piena estate australe, gennaio-febbraio al più tardi. Per essere puntuali, nella speranza di evitare burrasche proprio quando ci si avvicina alla Terra del Fuoco per fare rotta verso casa, la finestra per la partenza di Onitron resterà aperta da fine agosto ai primi di settembre. Partire dopo significa arrivare all'Horn in autunno e rischiare veramente grosso.

-A che punto è la preparazione della barca?
"I lavori strutturali allo scafo sono finiti. I punti corrosi dalla ruggine sono stati sostituiti e le zone di maggiore sollecitazione rinforzate. Abbiamo quasi finito il ciclo di verniciatura dopo aver lisciato lo scafo con stucco epossidico. Spero di guadagnare così un nodo di velocità. Assieme a Nicolino Ortu dell'azienda metalmeccanica Co.m.i. di Porto Torres abbiamo fatto un gran bel lavoro. A lui il grazie più sentito per le tante ore di lavoro e per il materiale che ci ha messo a disposizione".



-Quando è previsto il varo?
"Il prossimo passo è rivedere l'albero e il sartiame - spiega Fresi -. Non prima di un mese. Dobbiamo rimontare gli interni e preoccuparci dell'antivegetativa per la carena".

-E sul fronte degli sponsor?
"Abbiamo raccolto tante promesse e ora aspettiamo che maturino. Il nostro più grande sostenitore è come sempre la concessionaria Bmw Autoprestige di Sassari-Olbia. Piero e Massimo Mele sono stati fondamentali per la rotta sino a Barbados e lo sono anche in questo giro del mondo".

-C'è spazio per altre sponsorizzazioni?
"Certamente. I nostri ex allievi della scuola di vela Zenit poco alla volta ci stanno mettendo a disposizione un gruzzoletto. Ma servono ancora molte attrezzature: un radar, un desalinizzatore, un sistema di riscaldamento per le latitudini australi. Qualche vela in più non sarebbe male".

-Il dado è tratto?
"Certo. Non vediamo l'ora di partire. Di lasciarci alle spalle i problemi della terra. Dopo un paio di giorni di navigazione l'unica cosa che conta sono il vento e il mare. La terra è pericolosa, non solo per gli scogli ma anche perché è una sirena incantatrice".

-E' per questo che volete saltare la tappa in Australia?
"So quanto è difficile riprendere il mare. E ogni ora persa in porto significa rischiare di mancare l'appuntamento con capo Horn in piena estate".

-Ma per le provviste e l'acqua come farete? Il viaggio durerà quasi un anno...
"Certo, Onitron è piccola. Ma facendo attenzione a quello che si imbarca e a quello che si consuma possiamo farcela. Il vero problema è l'acqua, ma con un desalinizzatore tutto è più facile".

di Sandro Macciotta

http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Il-brivido-del-giro-del-mondo-a-vela/1443565?edizione=EdRegional

 

 
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