19 settembre 2008 E-mail

I FRESI IN ROTTA PER LE CANARIE

La Nuova Sardegna - 19 settembre 2008   sezione: SASSARI 

Il giro del mondo di Onitron. Dieci giorni per lasciarsi alle spalle il Mediterraneo

I Fresi in rotta per le Canarie

Poco dopo Gibilterra sono finiti in una rete derivante

SASSARI – Finalmente l'Atlantico: mercoledì Onitron-Autoprestige, impegnato nel giro del mondo sulla rotta dei clipper con Piero e Vittorio Fresi, ha superato lo stretto di Gibilterra e ora naviga con rotta sud sud-ovest verso le Canarie. Come sempre il Mediterraneo di è dimostrato un mare per nulla facile e per attraversarlo ci sono voluti 10 giorni tra vento di prua, estenuanti calme e un'ora di buriana a 50 nodi nel mare di Alboran, dove la costa spagnola e quella marocchina cominciano a convergere verso Gibilterra.

Le ultime 100 miglia, tra una insidiosa corrente avversa e lunghe file di navi in entrata e in uscita dal Mediterraneo, sono state percorse più a motore che a vela, tanto che Piero e Vittorio hanno deciso di fare rifornimento a Tarifa. Raggiunto nottetempo il porto spagnolo, hanno atteso invano di rifornire in un distributore che era riservato solo ai pescherecci. Cambiato rifornitore, hanno scoperto che avrebbe aperto solo molte ore dopo, quando la marea entrante nello stretto tocca i 4 nodi e così, padre e figlio, hanno deciso di mollare gli ormeggi senza rifornire finendo poco dopo nella trappola di una invisibile (e vietata) rete derivante. <<Abbiamo comunque 250 litri di gasolio – dice al telefono Piero Fresi alla moglie Rosaria – dovrebbero bastare, ma non escludono una sosta alle Canarie (tra una decina di giorni ndc) per ricostituire le scorte>>.

<<In meno di una settimana – aggiunge Piero – ci siamo abituati al ritmo della barca. Siamo molto carichi e determinati. Abbiamo cominciato a cucinare regolarmente e a fare i turni: insomma siamo entrati nello spirito del viaggio. Ho distribuito meglio il carico e stiamo mettendo a posto le ultime cose che non eravamo riusciti a sistemare>>.

Ora Onitron, alla media di 100/120 miglia al giorno, macinerà strada verso le Canarie per poi puntare il centro dell'Atlantico per superare le calme equatoriali e poi fare rotta su Buona Speranza, la porta dell'oceano Indiano, dove arriverà entro ottobre. Poi prua verso l'Austrialia e il Sud America, per affrontare Capo Horn. la rotta dei clipper – e dei venti portanti – che dall'Europa raggiungevano l'Australia e l'Oriente e poi tornavano in Europa carichi di lana e tè scapolando Capo Horn, in tutto 21mila miglia e non meno di 8 mesi di viaggio.

Sandro Macciotta

 
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