21 Novembre 2008 E-mail
IN ROTTA VERSO I MARI DEL SUD, CHE BARBA!

IL GIRO DEL MONDO A VELA

DI ONITRON-AUTOPRESTIGE

 

Dopo 75 giorni di navigazione il morale è alto anche se si viaggia di bolina, spesso con poco vento

PIERO E VITTORIO FRESI SONO A 1200 MIGLIA DAL CAPO DI BUONA SPERANZA

 

SASSARI – Settantaquattresimo giorno di viaggio, Piero Fresi è lapidario:<<Siamo incasinati, bloccati in un'alta pressione che ci perseguita e che non riusciamo a scrollarci di dosso>>. Onitron-Autoprestige, la barca a vela impegnata nel giro del mondo senza scalo sulla rotta dei clipper, è ancora in mezzo all'Atlantico.

Un puntino di 10 metri e mezzo, 33,30 gradi a sud dell'equatore, a 250 miglia dall'isola Tristan de Cunha e 1200 da Città del Capo.

<<Abbiamo fatto un mese di bolina – racconta Piero Fresi mentre il figlio Vittorio ascolta dal pozzetto il padre che parla al telefono satellitare con l'Italia, che hanno lasciato 6200 miglia a poppa – . Siamo in ritardo sulla tabella di marcia di una dozzina di giorni, ma quando arriveremo ai 35 gradi speriamo di trovare buon vento da ovest, per entrare nell'indiano a tutta velocità>>.

-        E il morale come va?

<<E' buono, ma in realtà subiamo tutto quello che succede. Se non c'è vento ti arrabbi, se c'è sei contento. La barca è ancora pulita: all'equatore abbiamo accumulato un pò di alghe, ma ora che l'acqua è più fredda la carena è di nuovo liscia. E si va, mentre giochiamo a rimpiattino con questa alta pressione da cui non riusciamo a scappare. Il vero problema è che navighiamo davvero all'antica: mio figlio Antonio dall'Italia mi segnala grazie ai satelliti meteo come si muovono le perturbazioni, ma la barca è lenta e ci dobbiamo prendere quello che ci arriva addosso: vento se c'è vento, bonaccia se non ce n'è. L'altro giorno c'è venuta addosso una sventolata e la barca ha retto che una meraviglia. La verità è che Onitron-Autoprestige predilige i venti forti. Quelli che troveremo nell'Indiano, entro un paio di settimane. Allora forse potremo recuperare un pò. Ma ormai ci siamo messi l'anima in pace: penso che ci vorranno 10 mesi...>>. E così Piero, che pochi giorni fa ha compiuto 64 anni, coronerà il suo sogno: tornare in Italia dopo aver circumnavigato il mondo e andare in... pensione a 65 anni.

<<Siamo sereni – dice Vittorio che, affidato Onitron a Mustafà, l'instancabile timone a vento, si impossessa del telefono satellitare –. Però c'è da soffrire per il vento>>.

-        Con papà come va?

<<Sempre in combattimento, io con lui e tutti e due con la barca per farla andare>>.

Ormai per Piero e Vittorio la navigazione è un tran tran. Un buon pasto al giorno, tanti spuntini, buone letture e musica. E poi il sestante: nonostante i tre Gps, nel 2008 su Onitron si fa il punto all'antica.

La barca – assicura Piero – è a posto. L'altro giorno hanno perso una delle sartie volanti che reggono l'albero (<<si è aperto un grillo, ma l'abbiamo recuperata>>) però uno di questi giorni sarà necessario salire a riva per sistemarla. Quando a Sud di Buona Speranza il vento da Ovest sarà una tempesta dopo l'altra, l'albero dovrà essere di nuovo ben saldo.

Chiudere la comunicazione con Piero è impossibile, ha tanta voglia di chiacchierare.

-        Dalle foto sembri un barbone...

<<Si – ammette il navigatore che ormai ricorda Gianfranco Funari con la zazzera e il pizzetto candidi –: uno di questi giorni mi taglierò barba e capelli. Ma abbiamo sempre tante cose da fare>>.

 

Sandro Macciotta 

 
< Prec.   Pros. >

Condividi questa pagina

Concept&Design Petra Koerner & Daniele Fois ©2008-2009 Foto Tore Madau
Questo sito usa nuove tecnologie che possono creare errori con Internet Explorer 6. Per una visualizzazione ottimale aggiorna il tuo browser.