30 settembre 2008 E-mail

ONITRON FA ROTTA VERSO CAPO VERDE

IL GIRO DEL MONDO A VELA

ONITRON FA ROTTA VERSO CAPO VERDE

Sosta dei Fresi alle Canarie per fare nafta: <<Si prende il largo>>


SASSARI – <<Ora stiamo prendendo il largo veramente>>: dopo un breve scalo alle Canarie ieri pomeriggio per fare gasolio, la barca di Piero e Vittorio Fresi – partiti da Porto Torres il 7 settembre per il giro del mondo sulla rotta dei clipper – naviga verso sud-ovest, direzione Isole del Capo Verde. <<Sino a ora – dice papà Piero al cellulare – in Atlantico abbiamo avuto poco vento, due burrasche di prua e un gran traffico di pescherecci e reti derivanti:un vero incubo>>.

La sosta a Radazul, un porticciolo vicino a Santa Cruz de Tenerife, è durata meno di un'ora. <<Abbiamo ricostituito le scorte di gasolio, pesantemente intaccate per uscire da Gibilterra. Avevamo tentato di fare rifornimento a Tarifa, in Spagna, ma non ci siamo riusciti e abbiamo preferito riprendere il viaggio per non perdere la marea favorevole>>.

Onitron-Autoprestige, la barca a vela di ferro lunga meno di 11 metri, ha impiegato 11 giorni da Gibilterra alle Canarie. <<Siamo in ritardo di almeno cinque giorni sul ruolino di marcia>> spiega Vittorio, 33 anni, il figlio maggiore di Piero che ha voluto condividere col padre l'impresa. <<La sosta era necessaria perchè senza gasolio rischiavamo di non avere energia per il dissalatore che ci fornisce l'acqua dolce. Certo, ci sono il generatore eolico e i pannelli solari, ma il motore ricarica le batterie velocemente e produce acqua>>.

Piero, che ha al suo attivo due traversate atlantiche sino ai Caraibi, è stupito delle condizioni meteo trovate sino a qui: <<Pochissimo vento e tante notti passate insonni al timone per fare uno-due nodi. E poi un paio di colpi di vento paurosi (uno è durato 15 ore) ovviamente di prua>>.

  • E per il resto?

<<Siamo un pò stanchi: è snervante stare tante ore al timone. C'è un traffico pazzesco di navi, pescherecci marocchini e micidiali trappole di reti, in cui ci siamo finiti un paio di volte. Abbiamo deciso di fare gasolio a Tenerife anche perchè al ritorno taglieremo di nuovo la nostra rotta alle Canarie e il giro del mondo senza scalo sarà comunque cosa fatta. In realtà voglio una scorta di gasolio per passare Gibilterra: fra due file continue di navi che non possono manovrare, una barca a vela deve potersi togliere di mezzo a motore>>.

  • E ora?

<<Scenderemo verso le isole del Capo Verde (ci vorranno una decina di giorni) nella speranza di trovare l'aliseo che ci deve spingere con una grande impoppata verso ovest. Se tutto va bene taglieremo l'equatore sui 25-30 gradi ovest, praticamente a 1000 chilometri dal Brasile. Li la fascia delle calme equatoriali dovrebbe essere più stretta e in qualche giorno dovremmo passare nell'emisfero sud per fare rotta, questa volta con gli alisei che soffiano in senso contrario, cioè verso est, in direzione del Sud Africa>>.

  • Quando passerete Buona Speranza?

<<Mi auguro di recuperare un pò del tempo perso, ma dubito che arriveremo prima di metà novembre. Il passaggio nell'Indiano è sempre problematico. Vicino al Sud Africa ci sono correnti contrarie, bassi fondali e, quasi sempre, venti contrari. Perciò bisogna spingersi abbastanza a sud prima di poter far rotta verso l'Australia>>.

Fresi si ferma un attimo: <<E in Sardegna come va? - mi chiede – Qui a Tenerife hanno costruito sino alla spiaggia, ci sono grattacieli quasi sul mare. Da noi è molto meglio>>. <<Tutto come sempre – rispondo – e vi pensiamo tanto. Buon vento>>.

Sandro Macciotta

 
< Prec.   Pros. >

Condividi questa pagina

Concept&Design Petra Koerner & Daniele Fois ©2008-2009 Foto Tore Madau
Questo sito usa nuove tecnologie che possono creare errori con Internet Explorer 6. Per una visualizzazione ottimale aggiorna il tuo browser.