Sassari, 10 aprile 2009 - "Siamo dei miracolati". Così Vittorio Fresi, uno dei due navigatori di Porto Torres recuperati nel Pacifico da una petroliera, dopo il naufragio della barca a vela su cui viaggiava col padre Piero, ha raccontato nella tarda serata di ieri al telefono al fratello Antonio i dettagli dell’incredibile salvataggio, nella notte italiana dell’8 aprile scorso.
Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, a causa delle pessime condizioni del mare, l’enorme nave cisterna non ha potuto evitare l’impatto con ciò che restava del natante «Onitron», semidistrutto dal ribaltamento di tre giorni prima, riducendolo, ha spiegato Vittorio Fresi, «a una sottiletta».
Piero Fresi, 64 anni, è finito in acqua e solo con l’ultimo sforzo ha evitato di affondare coi rottami della barca, aggrappandosi a una passerella lanciata dall’equipaggio della petroliera.
Il figlio Vittorio, 34 anni, era già riuscito a arrampicarsi mettendosi in salvo nello stesso modo. Quello, hanno spiegato i naufraghi alla famiglia, era l’unico modo possibile per il recupero, date le enormi dimensioni e la difficoltà di manovra dell’imponente nave. Non è stato possibile attuare il sistema di salvataggio con una sorta di cestello da calare in mare, studiato dalle capitanerie italiana e neozelandese, competente in quel tratto di oceano, durante l’accostamento della petroliera.
Durante la difficile operazione, tutta la strumentazione dei due navigatori è andata distrutta. I Fresi hanno potuto portare con sè, sistemandoli fortunosamente in tasca, solo i medicinali necessari per tenere sotto controllo la pressione di Piero e il cuore di Vittorio, che due anni fa aveva subito un’importante operazione.
I due, hanno raccontato dal telefono della nave, saliti finalmente a bordo sono stati rifocillati, prima di un lungo riposo. Ora proseguono il viaggio con l’equipaggio della petroliera «Hellespont Trooper» che li ha salvati, verso le coste dell’Argentina, dove approderanno probabilmente il 21 o il 22 aprile prossimo, e non il 19 com’era stato riferito ieri, durante una conferenza stampa, dalla capitaneria di Porto Torres.
L’ambasciata italiana in Argentina è stata informata del loro arrivo. L’abbraccio coi familiari avverrà probabilmente all’aeroporto di Roma, dove arriveranno qualche giorno dopo.
fonte AGI